Idroclorotiazide e Tumore cutaneo NON melanoma, Nota informativa

Idroclorotiazide e Tumore cutaneo NON melanoma, Nota informativa

I titolari dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) di prodotti contenenti idroclorotiazide, in accordo con l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), hanno concordato e divulgato una nota informativa importante :

Riassunto

  • Studi farmacoepidemiologici hanno evidenziato un aumento del rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA (carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose) con esposizione a dosi cumulative crescenti di IDROCLOROTIAZIDE.
  • I pazienti che assumono IDROCLOROTIAZIDE da sola o in associazione con altri farmaci devono essere informati del rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA e devono essere avvisati di controllare regolarmente la loro cute per identificare eventuali nuove lesioni o modifiche di quelle esistenti e a segnalare al medico ogni lesione cutanea sospetta.
  • Le lesioni cutanee sospette devono essere esaminate includendo possibilmente esami istologici di biopsie.
  • I pazienti devono essere avvertiti di limitare l’esposizione alla luce solare e ai raggi UV e utilizzare una protezione adeguata quando esposti alla luce solare e ai raggi UV, per ridurre al minimo il rischio di cancro della pelle.
  • L’uso di IDROCLOROTIAZIDE deve essere attentamente valutato in pazienti che hanno avuto un precedente tumore della cute.

 

Dati disponibili sulla sicurezza

I medicinali contenenti IDROCLOROTIAZIDE sono ampiamente utilizzati per il trattamento dell’ipertensione, così come dell’edema cardiaco, epatico e nefrogeno o come terapia dell’insufficienza cardiaca cronica.

Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA ha effettuato una valutazione delle fonti di dati disponibili (quali ad es. Letteratura, EudraVigilance).

Due recenti studi farmaco-epidemiologici condotti su fonti di dati nazionali danesi (tra cui il Registro dei tumori Danese e il Registro Nazionale delle prescrizioni) hanno mostrato un’associazione cumulativa dose-dipendente tra IDROCLOROTIAZIDE e TUMORE CUTANEO NON MELANOMA (carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose).

L’attività fotosensibilizzante di IDROCLOROTIAZIDE potrebbe agire come possibile meccanismo di sviluppo di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA .

Uno studio [1] ha riguardato una popolazione di 71.533 casi di carcinoma a cellule basali (BCC) e di 8.629 casi di carcinoma a cellule squamose (SCC) confrontati rispettivamente con popolazioni di 1.430.833 e 172.462 controlli.

L’uso elevato di IDROCLOROTIAZIDE (≥50.000 mg dose cumulativa) è stato associato ad un odds ratio (OR) aggiustato di 1,29 (intervallo di confidenza (IC) 95%: 1,23-1,35) per BCC e di 3,98 (IC 95%: 3,68-4,31) per SCC.

È stata osservata una relazione dose-risposta cumulativa sia per BCC che per SCC. Ad esempio, una dose cumulativa di 50.000 mg corrisponde a 12,5 mg di IDROCLOROTIAZIDE assunti giornalmente per circa 11 anni.

 

Un altro studio [2] ha evidenziato una possibile associazione tra cancro del labbro (SCC) ed esposizione a IDROCLOROTIAZIDE: 633 casi di cancro del labbro (SCC) sono stati posti a confronto con 63.067 controlli, utilizzando una strategia di campionamento in funzione del rischio.

Per gli utilizzatori cronici è stata dimostrata una relazione dose-risposta cumulativa con OR aggiustato di 2,1 (IC 95%: 1,7-2,6) che aumentava fino a OR 3,9 (3,0-4,9) per pazienti che ne fanno uso elevato (~ 25.000 mg) e OR 7,7 (5,7-10,5) per la dose cumulativa più alta (~ 100.000 mg).

Il TUMORE CUTANEO NON MELANOMA  è un evento raro. I tassi di incidenza dipendono fortemente dai fenotipi cutanei e da altri fattori che portano a diversi rischi di base e tassi di incidenza diversi nei vari Paesi.

I tassi di incidenza stimati variano tra le diverse regioni in Europa e sono previsti tassi da 1 a 34 casi ogni 100.000 abitanti/anno per SCC e da 30 a 150 ogni 100.000 abitanti/anno per BCC. Sulla base dei risultati dei due studi epidemiologici danesi, questo rischio potrebbe aumentare da circa 4 a 7,7 volte per SCC e 1,3 volte per BCC, a seconda della dose cumulativa di IDROCLOROTIAZIDE.

 

l Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e il Foglio Illustrativo di tutti i prodotti interessati saranno aggiornati per informare sul rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA  correlato all’uso di IDROCLOROTIAZIDE.

 

L’AIFA coglie l’occasione per ricordare a tutti gli Operatori Sanitari l’importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego. Le segnalazioni di sospetta reazione avversa da farmaci devono essere inviate al Responsabile di Farmacovigilanza della struttura di appartenenza. La presente Nota Informativa Importante viene anche pubblicata sul sito dell’AIFA (www.agenziafarmaco.it) la cui consultazione regolare è raccomandata per la migliore informazione professionale e di servizio al cittadino

 

Riferimenti bibliografici: [1] Pedersen et al., Hydrochlorothiazide use and risk of nonmelanoma skin cancer: A nationwide casecontrol study from Denmark. J Am Acad Dermatol 2018; 78:673-681 [2] Pottegard A, Hallas J, Olesen M, Svendsen MT, Habel LA, Friedman GD, Friis S. Hydrochlorothiazide use is strongly associated with risk of lip cancer. J Intern Med 2017; 282: 322–331.

 

Fonte: AIFA

SILDENAFIL – Nota informativa importante

SILDENAFIL – Nota informativa importante

Sildenafil non deve essere usato per il trattamento della restrizione della crescita intrauterina

E’ stata diramata una Nota informativa importante su tutti i prodotti a base del principio attivo SILDENAFIL in accordo con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e con l’EMA (European Medicines Agency) e le aziende titolari di autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali contenti SILDENAFIL.

 

  • Lo studio clinico STRIDER, sull’uso di sildenafil nel trattamento della restrizione della crescita intrauterina (IUGR), è stato prematuramente interrotto per la maggiore incidenza di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN) e per il dato complessivo sul decesso neonatale nel braccio trattato con sildenafil nello studio.
  • Sildenafil non è approvato nel trattamento della IUGR.
  • I medicinali contenenti sildenafil non devono essere impiegati nel trattamento della IUGR.
  • I medicinali contenenti sildenafil devono essere impiegati solo secondo quanto approvato negli attuali Riassunti delle Caratteristiche dei Prodotti.

 

Dati storici sulla sicurezza Sildenafil è il principio attivo dei medicinali Revatio, Viagra e dei relativi medicinali generici.

Revatio è approvato per il trattamento dei pazienti adulti e dei pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 17 anni con ipertensione arteriosa polmonare (PAH).

Il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Revatio attualmente autorizzato indica che l’uso in gravidanza non è raccomandato e che deve essere usato solo se strettamente necessario in donne gravide per il trattamento della PAH.

Viagra e i medicinali generici sono indicati nella disfunzione erettile nell’uomo. Viagra e i medicinali generici non sono indicati nelle donne.

Lo studio olandese STRIDER (Sildenafil TheRapy In Dismal prognosis Early-onset intrauterine growth Restriction) è uno studio clinico indipendente.

Donne in stato di gravidanza sono state randomizzate a ricevere sildenafil o placebo. Sildenafil è stato somministrato ad una dose di 25 mg per tre volte al giorno a donne gravide per il trattamento della restrizione della crescita (fetale) intrauterina grave (IUGR).

Questa dose è maggiore di quella raccomandata per Viagra, medicinali generici e Revatio. Lo studio è uno dei 5 studi indipendenti non sponsorizzati da Pfizer, di indagine collaborativa internazionale, che valutava l’uso di sildenafil in questa indicazione non approvata.

Lo studio olandese STRIDER è stato interrotto in anticipo per motivi di sicurezza gravi in quanto l’uso di sildenafil nella IUGR può causare danno al neonato.

Le analisi intermedie dello studio hanno evidenziato una differenza nell’incidenza di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN) (sildenafil 17/64 (26,6%), placebo 3/58 (5,2%)) e di decesso dei neonati prima della nascita (sildenafil 19/71 (26,8%), placebo 9/63 (14,3%)) tra i due bracci di trattamento.

I dettagli delle analisi intermedie non sono ancora disponibili e si resta in attesa delle analisi del consorzio STRIDER.

Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazioneavversa o direttamente on-line all’indirizzo http://www.vigifarmaco.it.

Fonte: AIFA

AIFA-Nuovo portale OsSC aggiornamento 02/10/2018

AIFA-Nuovo portale OsSC aggiornamento 02/10/2018

Aggiornamento AIFA del 02/10/2018 sul nuovo portale dell’Osservatorio Nazionale sulla sperimentazione clinica dei Medicinali OsSC

Si informa che la data di chiusura del vecchio sistema è stata posticipata al 18.12.2018

SI comunicano le nuove modalità operative da adottare in merito alla migrazione delle Sperimentazioni Cliniche dal vecchio al nuovo sistema OsSC.

A seguito dei riscontri ricevuti dagli operatori in riferimento alle procedure di aggiornamento degli studi migrati, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche di cancellazione e caricamento della documentazione,
si comunica che le migrazioni effettuate a partire dal 04.10.2018 prevedranno il trasferimento come “SC pregressa” nello stato di bozza, della CTA Form comprensiva delle sole aree documentali “Core” ed “AC/CE”, anziché della migrazione della sperimentazione clinica nello stato “SC approvata” (autorizzazione AIFA e PU favorevole) seguita dal caricamento dell’”ES pregresso”.

Si eviterà in tal modo la cancellazione di tutti i documenti relativi all’area documentale “Centro Specifica” ed il ricaricamento degli stessi in ordine cronologico.

Dal punto di vista operativo, è necessario:

  1. • Richiedere all’helpdesk la migrazione dello studio presente nella precedente piattaforma ossc. Poiché al momento rimangono migrabili esclusivamente le procedure chiuse (cioè quelle per cui risultano rilasciate le valutazioni del CEC e dell’aifa e/o del CE interessato in caso di ES centro specifici) nella richiesta di migrazione è necessario specificare che è rispettata tale condizione;
  2. • A seguito di conferma di migrazione avvenuta, accedere al nuovo sistema nella sezione “Elenco Sperimentazioni Cliniche”, quindi identificare lo studio in oggetto e, tramite l’azione “Modifica SC”, verificare le informazioni dell’appendice 5, storicizzare la documentazione presente nell’area documentale “Core” ed “AC/CE” e caricare la documentazione centro specifica;
  3. • Compilare il modulo di autocertificazione indicando la data dell’autorizzazione iniziale di AIFA e del PU rilasciato dal CEC in merito alla sottomissione iniziale.
    Per quanto concerne il punto b), si dettaglia quanto segue.

È necessario accedere al Menu della Home Page dell’OsSC, sezione “Elenco Sperimentazioni Cliniche”,

e dopo aver identificato lo studio, selezionare l’azione “Modifica SC” e procedere alla verifica delle sezioni dell’Appendice 5.

Per quanto riguarda l’Area Documentale sono presenti, perché migrati dal vecchio OsSC, tutti i documenti sottomessi nel precedente sistema (i documenti iniziali e i successivi aggiornamenti) relativi alla sezione “Core” ed “AC/CE” ed è pertanto necessario procedere alla pulizia documentale (storicizzazione) come indicato nel paragrafo 2b) del comunicato del 06 agosto 2018, a seguito della quale dovranno essere caricati documenti approvati in eventuali ES sottomessi in cartaceo.

Nell’area Documentale “Core” è necessario caricare a sistema tutti i pareri rilasciati dall’Autorità competente e dai Comitati Etici e le Appendici 9 relative agli eventuali ES.

Tali documenti dovranno essere inseriti in un file .zip, preferibilmente suddiviso per singola procedura (nel caso in cui il file .zip fosse più pesante dei 50 Mega consentiti dall’attuale piattaforma si dovrà suddividere il tutto in più .zip di dimensione inferiore ai 50M), e quindi caricati a sistema nell’Area del Documento “Informazioni Generali”, Tipo del Documento “Altro, specificare”.

Nella “Descrizione Aggiuntiva” dovrà essere indicato: “Pareri Autorità Competente e Comitati Etici/Appendici 9”

La sezione “Centro Specifica”, che risulterà vuota, dovrà essere popolata come descritto in seguito:

  • caricare a sistema tutti i documenti in vigore relativi ai singoli CE (relativi all’eventuale ultimo emendamento sottomesso e approvato);
  • caricare a sistema per ogni singolo CE (nell’Area del Documento “Informazioni Generali”, Tipo del Documento “Lettera di trasmissione CE” con Descrizione Aggiuntiva “Documenti pregressi CE xxxxx”) la cartella formato .zip contenente lo storico di tutti i documenti approvati dallo specifico CE suddivisa in sottocartelle relative agli eventuali ES. Nel caso in cui il file .zip fosse più pesante dei 50 Mega consentiti dall’attuale piattaforma si dovrà suddividere il tutto in più .zip di dimensione inferiore ai 50M.

Prima di inviare a sistema la CTA aggiornata, il Richiedente dovrà compilare un modulo di autocertificazione. Nel modulo è richiesto di autocertificare che quanto inserito (CTA form e documentazione tecnica a supporto) corrisponde allo stato attuale della sperimentazione.

Essendo il modulo di autocertificazione relativo alla sperimentazione clinica, le date di autorizzazione e di parere del CEC sono quelle relative alla sperimentazione iniziale in accordo alla procedura di caricamento della “SC pregressa”.

Attualmente, a meno di eventuali eccezioni, la migrazione avviene nella notte tra il martedì e mercoledì e riguarda le sperimentazioni per cui è stata fatta apposita richiesta entro il venerdì della settimana precedente.

E’ accettata in via eccezionale la trasmissione in accordo alla modalità transitoria cartacea degli emendamenti sostanziali e delle sperimentazioni cliniche, la cui sottomissione è improcrastinabile, a giudizio del Richiedente, e impedita da malfunzionamenti tecnici del sistema bloccanti non risolti entro 3 giorni lavorativi e/o vincoli del sistema.

Fonte : Comunicato AIFA 02/10/2018

Caso Valsartan, l’officina Cinese non opera secondo GMP

Caso Valsartan, l’officina Cinese non opera secondo GMP

 

Un’ispezione condotta dalle autorità europee in collaborazione con l’EDQM ha accertato che il sito di produzione Zhejiang Huahai non opera in conformità alle Good Manufacturing Practices (GMP) nella produzione del principio attivo Valsartan presso il suo stabilimento di Channan a Linhai, China.

Come risultato, è stato emesso il certificato di NON conformità alla GMP per la produzione di valsartan e il sito non è più autorizzato alla produzione di valsartan (e dei suoi intermedi) per i medicinali europei.

Ciò significa che è proibito ai titolari AIC europei l’utilizzo di valsartan prodotto da tale sito produttivo per la produzione di medicinali.

Il sito produttivo è stato recentemente ispezionato anche dalla Food and Drug Administration Americana (FDA), che ha emesso un “import alert” che ha disposto il divieto di importazione negli Stati Uniti di tutti i principi attivi prodotti da Zhejiang Huahai e di tutti i medicinali contenenti tali sostanze.

Fonte: AIFAEMAFDA

 

Cosa è un segnale in farmacovigilanza?

Cosa è un segnale in farmacovigilanza?

 

Cos’è un segnale di sicurezza?

Anche detto Safety Signal ,un segnale è definita come un’informazione su un evento avverso nuovo o noto che può essere causato da un medicinale e richiede ulteriori indagini. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA), insieme con le autorità di regolamentazione degli Stati membri e i titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio, sono responsabili della rilevazione e della gestione dei segnali di sicurezza.

La presenza di un segnale di sicurezza NON significa direttamente che un medicinale abbia causato l’evento avverso segnalato.

Anche una malattia o un altro farmaco preso dal paziente potrebbe essere la causa.

La valutazione dei segnali di sicurezza stabilisce se esiste o meno una relazione causale tra il medicinale e l’evento avverso segnalato.

La valutazione dei segnali di sicurezza fa parte della farmacovigilanza di routine ed è essenziale per garantire che le autorità di regolamentazione dispongano delle informazioni più aggiornate sui benefici e sui rischi di un medicinale.

I segnali possono provenire da diverse fonti come rapporti spontanei, studi clinici e letteratura scientifica.

La banca dati EudraVigilance è un’importante fonte di informazioni sulle reazioni avverse sospette segnalate in associazione con medicinali autorizzati nello Spazio economico europeo e quindi una fonte di segnali.

Il processo di gestione del segnale anche detta Signal Management ,consiste in
• rilevamento,
• convalida,
• conferma,
• analisi e prioritizzazione,
• valutazione
• azioni da intraprendere

L’analisi del segnale e la definizione delle priorità vengono eseguite prendendo in considerazione il potenziale impatto del segnale sul profilo rischi / benefici del (dei) farmaco (i) coinvolto (i).

Vuoi sapere maggiori informazioni su cosa è un Segnale contattaci all’indirizzo info@pharmacovigilancenetwork.com

Fonte : EMA

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