EMA: Signal Detection, aggiornamenti

EMA: Signal Detection, aggiornamenti

Aggiornamenti per la Signal Detection, il rilevamento dei segnali di farmacovigilanza sul portale Europeo EudraVigilance da parte delle aziende titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Cosa cè da sapere :

La legislazione sulla farmacovigilanza dell’UE impone alle aziende titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio di monitorare costantemente i dati in EudraVigilance nella misura del loro accesso alla banca dati e di informare immediatamente l’Agenzia e le autorità nazionali competenti (NCA) dei segnali convalidati rilevati nel database.

È quindi responsabilità delle autorità nazionali garanti della concorrenza e dei relatori del PRAC confermare o meno questi segnali con il coordinamento dell’Agenzia e il processo decisionale attraverso il comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC).

Lo scorso 22 febbraio 2018 è stato avviato un progetto pilota della durata di un anno per l’attuazione dell’obbligo legale per i titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio (MAH) di eseguire il rilevamento del segnale sul portale europeo EudraVigilance.

Questo progetto pilota ha coinvolto un numero limitato di principi attivi, riguarda circa 300 sostanze selezionate sulla base dell’elenco dei medicinali soggetti a monitoraggio aggiuntivo.

Questa implementazione graduale è stata concordata con la Commissione europea (CE) al fine di mitigare il rischio di sovraccaricare la rete dell’UE con i segnali dei titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio, acquisendo esperienza nel nuovo processo.

Si è quindi considerato che  c’è bisogno di maggiore esperienza durante la fase pilota.

Inoltre, la fine inizialmente prevista del progetto pilota, il prossimo 22 febbraio 2019, coinciderà verosimilmente con il periodo in cui l’Agenzia si trasferirà ad Amsterdam e, a meno che un accordo di ritiro ratificato stabilisca un’altra data, alla fine di marzo 2019, i trattati UE cesseranno da applicare al Regno Unito.

Entrambi questi eventi avranno un impatto significativo sulle operazioni e sulle risorse tra le parti interessate coinvolte nel processo (l’Agenzia, gli Stati membri ei titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio).

Quali sono le novità:

E’ stato concordato con la Comunità Europea un prolungamento del periodo pilota oltre il 22 febbraio 2019.

Entro settembre 2019, l’Agenzia finalizzerà una relazione sul primo anno di esperienza, comprendente sia il carico di lavoro che gli aspetti relativi ai processi, e sarà utilizzata come base per concordare e comunicare nella prossima fase di attuazione, compreso l’ambito dei prodotti da includere e data di entrata in vigore.  

Fonte: EMA

Idroclorotiazide e Tumore cutaneo NON melanoma, Nota informativa

Idroclorotiazide e Tumore cutaneo NON melanoma, Nota informativa

I titolari dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) di prodotti contenenti idroclorotiazide, in accordo con l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), hanno concordato e divulgato una nota informativa importante :

Riassunto

  • Studi farmacoepidemiologici hanno evidenziato un aumento del rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA (carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose) con esposizione a dosi cumulative crescenti di IDROCLOROTIAZIDE.
  • I pazienti che assumono IDROCLOROTIAZIDE da sola o in associazione con altri farmaci devono essere informati del rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA e devono essere avvisati di controllare regolarmente la loro cute per identificare eventuali nuove lesioni o modifiche di quelle esistenti e a segnalare al medico ogni lesione cutanea sospetta.
  • Le lesioni cutanee sospette devono essere esaminate includendo possibilmente esami istologici di biopsie.
  • I pazienti devono essere avvertiti di limitare l’esposizione alla luce solare e ai raggi UV e utilizzare una protezione adeguata quando esposti alla luce solare e ai raggi UV, per ridurre al minimo il rischio di cancro della pelle.
  • L’uso di IDROCLOROTIAZIDE deve essere attentamente valutato in pazienti che hanno avuto un precedente tumore della cute.

 

Dati disponibili sulla sicurezza

I medicinali contenenti IDROCLOROTIAZIDE sono ampiamente utilizzati per il trattamento dell’ipertensione, così come dell’edema cardiaco, epatico e nefrogeno o come terapia dell’insufficienza cardiaca cronica.

Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA ha effettuato una valutazione delle fonti di dati disponibili (quali ad es. Letteratura, EudraVigilance).

Due recenti studi farmaco-epidemiologici condotti su fonti di dati nazionali danesi (tra cui il Registro dei tumori Danese e il Registro Nazionale delle prescrizioni) hanno mostrato un’associazione cumulativa dose-dipendente tra IDROCLOROTIAZIDE e TUMORE CUTANEO NON MELANOMA (carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose).

L’attività fotosensibilizzante di IDROCLOROTIAZIDE potrebbe agire come possibile meccanismo di sviluppo di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA .

Uno studio [1] ha riguardato una popolazione di 71.533 casi di carcinoma a cellule basali (BCC) e di 8.629 casi di carcinoma a cellule squamose (SCC) confrontati rispettivamente con popolazioni di 1.430.833 e 172.462 controlli.

L’uso elevato di IDROCLOROTIAZIDE (≥50.000 mg dose cumulativa) è stato associato ad un odds ratio (OR) aggiustato di 1,29 (intervallo di confidenza (IC) 95%: 1,23-1,35) per BCC e di 3,98 (IC 95%: 3,68-4,31) per SCC.

È stata osservata una relazione dose-risposta cumulativa sia per BCC che per SCC. Ad esempio, una dose cumulativa di 50.000 mg corrisponde a 12,5 mg di IDROCLOROTIAZIDE assunti giornalmente per circa 11 anni.

 

Un altro studio [2] ha evidenziato una possibile associazione tra cancro del labbro (SCC) ed esposizione a IDROCLOROTIAZIDE: 633 casi di cancro del labbro (SCC) sono stati posti a confronto con 63.067 controlli, utilizzando una strategia di campionamento in funzione del rischio.

Per gli utilizzatori cronici è stata dimostrata una relazione dose-risposta cumulativa con OR aggiustato di 2,1 (IC 95%: 1,7-2,6) che aumentava fino a OR 3,9 (3,0-4,9) per pazienti che ne fanno uso elevato (~ 25.000 mg) e OR 7,7 (5,7-10,5) per la dose cumulativa più alta (~ 100.000 mg).

Il TUMORE CUTANEO NON MELANOMA  è un evento raro. I tassi di incidenza dipendono fortemente dai fenotipi cutanei e da altri fattori che portano a diversi rischi di base e tassi di incidenza diversi nei vari Paesi.

I tassi di incidenza stimati variano tra le diverse regioni in Europa e sono previsti tassi da 1 a 34 casi ogni 100.000 abitanti/anno per SCC e da 30 a 150 ogni 100.000 abitanti/anno per BCC. Sulla base dei risultati dei due studi epidemiologici danesi, questo rischio potrebbe aumentare da circa 4 a 7,7 volte per SCC e 1,3 volte per BCC, a seconda della dose cumulativa di IDROCLOROTIAZIDE.

 

l Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e il Foglio Illustrativo di tutti i prodotti interessati saranno aggiornati per informare sul rischio di TUMORE CUTANEO NON MELANOMA  correlato all’uso di IDROCLOROTIAZIDE.

 

L’AIFA coglie l’occasione per ricordare a tutti gli Operatori Sanitari l’importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego. Le segnalazioni di sospetta reazione avversa da farmaci devono essere inviate al Responsabile di Farmacovigilanza della struttura di appartenenza. La presente Nota Informativa Importante viene anche pubblicata sul sito dell’AIFA (www.agenziafarmaco.it) la cui consultazione regolare è raccomandata per la migliore informazione professionale e di servizio al cittadino

 

Riferimenti bibliografici: [1] Pedersen et al., Hydrochlorothiazide use and risk of nonmelanoma skin cancer: A nationwide casecontrol study from Denmark. J Am Acad Dermatol 2018; 78:673-681 [2] Pottegard A, Hallas J, Olesen M, Svendsen MT, Habel LA, Friedman GD, Friis S. Hydrochlorothiazide use is strongly associated with risk of lip cancer. J Intern Med 2017; 282: 322–331.

 

Fonte: AIFA

Anticorpo Monoclonale per prevenire Angioedema Ereditario HDA

Anticorpo Monoclonale per prevenire Angioedema Ereditario HDA

L’Agenzia europea dei medicinali ha raccomandato di concedere l’autorizzazione all’immissione in commercio per Takhzyro (lanadelumab), la prima terapia anticorpale monoclonale per la prevenzione di attacchi ricorrenti di angioedema ereditario (HAE) in pazienti di età pari o superiore ai 12 anni.

Cosa è l’angioedema ereditario (HAE) ?

L’HAE è una malattia debilitante a lungo termine caratterizzata da attacchi di gonfiore sotto la pelle che possono verificarsi in qualsiasi parte del corpo, come nel viso, negli arti, nell’intestino e nella laringe. È causato da anomalie nel gene responsabile della produzione di inibitore dell’esterasi C1.

Ciò si traduce in bassi livelli di proteina C nel sangue che inducono una maggiore attività della proteina callicreina e, infine, causano il gonfiore. Quando il gonfiore si verifica nella laringe può essere pericoloso per la vita in quanto può ostruire le vie aeree e impedire la respirazione.

Quale è questa nuova terapia e come funziona?

Takhzyro è il primo anticorpo monoclonale per la prevenzione di questa malattia.

È stato progettato per riconoscere e attaccarsi alle proteine della callicreina e quindi bloccare l’attività del sistema callicreina-chinina e ridurre il numero di attacchi angioedema.

Ogni quanto si somministra?

Takhzyro viene somministrato per via sottocutanea ogni 2-4 settimane, offrendo un miglioramento nella cura del paziente rispetto alle attuali terapie alternative che vengono somministrate per via endovenosa o più frequentemente per via sottocutanea.
Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha ritenuto che Takhzyro fosse di notevole interesse per la salute pubblica e ha accolto la richiesta del richiedente di una valutazione accelerata di questo medicinale.

Quali sono i risultati degli studi clinici?

I benefici e la sicurezza di Takhzyro sono stati studiati in uno studio clinico di fase 3 su 125 pazienti.

Durante 26 settimane di trattamento, i pazienti che hanno ricevuto Takhzyro hanno mostrato una significativa riduzione del tasso di attacco e della gravità di attacco HAE totali.

Quali sono state le reazioni avverse?

Le reazioni avverse più comuni sono state reazioni al sito di iniezione di lieve intensità.

Poiché l’HAE è una malattia molto rara che si stima colpisca meno di 0,5 su 10.000 persone nell’UE, a Takhzyro è stata concessa una designazione orfana nell’ottobre 2015.

Come sempre al momento dell’approvazione, questa designazione orfana sarà ora esaminata dal Comitato EMA per Medicinali orfani (COMP) per determinare se le informazioni disponibili fino ad oggi consentono di mantenere lo status di orfano di Takhzyro e di concedere a questo farmaco dieci anni di esclusività di mercato.

Fonte: EMA

SILDENAFIL – Nota informativa importante

SILDENAFIL – Nota informativa importante

Sildenafil non deve essere usato per il trattamento della restrizione della crescita intrauterina

E’ stata diramata una Nota informativa importante su tutti i prodotti a base del principio attivo SILDENAFIL in accordo con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e con l’EMA (European Medicines Agency) e le aziende titolari di autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali contenti SILDENAFIL.

 

  • Lo studio clinico STRIDER, sull’uso di sildenafil nel trattamento della restrizione della crescita intrauterina (IUGR), è stato prematuramente interrotto per la maggiore incidenza di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN) e per il dato complessivo sul decesso neonatale nel braccio trattato con sildenafil nello studio.
  • Sildenafil non è approvato nel trattamento della IUGR.
  • I medicinali contenenti sildenafil non devono essere impiegati nel trattamento della IUGR.
  • I medicinali contenenti sildenafil devono essere impiegati solo secondo quanto approvato negli attuali Riassunti delle Caratteristiche dei Prodotti.

 

Dati storici sulla sicurezza Sildenafil è il principio attivo dei medicinali Revatio, Viagra e dei relativi medicinali generici.

Revatio è approvato per il trattamento dei pazienti adulti e dei pazienti pediatrici di età compresa tra 1 e 17 anni con ipertensione arteriosa polmonare (PAH).

Il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Revatio attualmente autorizzato indica che l’uso in gravidanza non è raccomandato e che deve essere usato solo se strettamente necessario in donne gravide per il trattamento della PAH.

Viagra e i medicinali generici sono indicati nella disfunzione erettile nell’uomo. Viagra e i medicinali generici non sono indicati nelle donne.

Lo studio olandese STRIDER (Sildenafil TheRapy In Dismal prognosis Early-onset intrauterine growth Restriction) è uno studio clinico indipendente.

Donne in stato di gravidanza sono state randomizzate a ricevere sildenafil o placebo. Sildenafil è stato somministrato ad una dose di 25 mg per tre volte al giorno a donne gravide per il trattamento della restrizione della crescita (fetale) intrauterina grave (IUGR).

Questa dose è maggiore di quella raccomandata per Viagra, medicinali generici e Revatio. Lo studio è uno dei 5 studi indipendenti non sponsorizzati da Pfizer, di indagine collaborativa internazionale, che valutava l’uso di sildenafil in questa indicazione non approvata.

Lo studio olandese STRIDER è stato interrotto in anticipo per motivi di sicurezza gravi in quanto l’uso di sildenafil nella IUGR può causare danno al neonato.

Le analisi intermedie dello studio hanno evidenziato una differenza nell’incidenza di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN) (sildenafil 17/64 (26,6%), placebo 3/58 (5,2%)) e di decesso dei neonati prima della nascita (sildenafil 19/71 (26,8%), placebo 9/63 (14,3%)) tra i due bracci di trattamento.

I dettagli delle analisi intermedie non sono ancora disponibili e si resta in attesa delle analisi del consorzio STRIDER.

Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazioneavversa o direttamente on-line all’indirizzo http://www.vigifarmaco.it.

Fonte: AIFA

Chinoloni e fluorochinoloni, nuove avvertenze da EMA

Chinoloni e fluorochinoloni, nuove avvertenze da EMA

 

Chinoloni e fluorochinoloni sono una classe di antibiotici ad ampio spettro che sono attivi contro i batteri cosiddetti Gram-negativi e Gram-positivi.

Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC), ha raccomandato restrizioni dell’uso di antibiotici fluorochinoloni e chinoloni (somministrati per bocca, per iniezione o per via inalatoria) a seguito di una revisione degli effetti indesiderati potenzialmente di lunga durata e invalidanti riportati con questi medicinali.

Le nuove avvertenze di EMA riguardano i seguenti medicinali: ciprofloxacina, flumechina, levofloxacina, lomefloxacina, moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina e rufloxacina (antibiotici fluorochinolonici); cinoxacina, acido nalidixico e acido pipemidico (antibiotici chinolonici).

La revisione ha tenuto conto delle opinioni dei pazienti, degli operatori sanitari e degli accademici presentate durante l’audizione pubblica dell’EMA sugli antibiotici fluorochinolonici e chinolonici a giugno 2018.

Molto raramente, i pazienti trattati con antibiotici fluorochinoloni e chinoloni, hanno subito effetti indesiderati di lunga durata e invalidanti, la maggior parte dei quali interessavano principalmente muscoli, tendini, ossa e sistema nervoso. In seguito alla valutazione di questi effetti indesiderati, il PRAC ha raccomandato di ritirare dal commercio alcuni farmaci, compresi tutti quelli che contengono un particolare antibiotico chinolonico.

Questo perché sono autorizzati solo per infezioni che non devono essere più trattate con questa classe di antibiotici.

Il PRAC ha raccomandato che i restanti antibiotici fluorochinolonici debbano:

  • NON essere usati

− per trattare infezioni non gravi o che potrebbero migliorare senza trattamento (come infezioni alla gola);

− per prevenire la diarrea del viaggiatore o le infezioni ricorrenti del tratto urinario inferiore (infezioni delle urine che non si estendono oltre la vescica);

 − per trattare pazienti che hanno avuto in precedenza gravi effetti collaterali con un antibiotico fluorochinolonico o chinolonico;

− per il trattamento di infezioni lievi o moderatamente gravi a meno che altri medicinali antibatterici comunemente raccomandati per queste infezioni non possano essere usati;

  • Essere usati con cautela specialmente per gli anziani, per i pazienti con problemi renali, per i pazienti che hanno avuto un trapianto di organo o quelli che sono stati trattati con un corticosteroide sistemico.

Questi pazienti sono a più alto rischio di danno al tendine causati da antibiotici fluorochinolonici e chinolonici.

Nota bene:

Il PRAC ha anche raccomandato agli operatori sanitari di avvisare i pazienti di interrompere il trattamento con un antibiotico fluorochinolonico al primo segno di un effetto collaterale che coinvolga muscoli, tendini o ossa (come tendini infiammati o lacerati, dolore o debolezza muscolare e dolore o gonfiore alle articolazioni), oppure il sistema nervoso (come la sensazione di spilli e aghi, stanchezza, depressione, confusione, pensieri suicidari, disturbi del sonno, problemi della vista e dell’udito e alterazione del gusto e dell’olfatto).

Le informazioni di prodotto dei singoli antibiotici fluorochinolonici saranno aggiornate per riflettere le restrizioni dell’uso. Le raccomandazioni del PRAC saranno ora inviate al comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA che adotterà il parere definitivo dell’Agenzia.

Fonte: EMA AIFA

AIFA-Nuovo portale OsSC aggiornamento 02/10/2018

AIFA-Nuovo portale OsSC aggiornamento 02/10/2018

Aggiornamento AIFA del 02/10/2018 sul nuovo portale dell’Osservatorio Nazionale sulla sperimentazione clinica dei Medicinali OsSC

Si informa che la data di chiusura del vecchio sistema è stata posticipata al 18.12.2018

SI comunicano le nuove modalità operative da adottare in merito alla migrazione delle Sperimentazioni Cliniche dal vecchio al nuovo sistema OsSC.

A seguito dei riscontri ricevuti dagli operatori in riferimento alle procedure di aggiornamento degli studi migrati, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche di cancellazione e caricamento della documentazione,
si comunica che le migrazioni effettuate a partire dal 04.10.2018 prevedranno il trasferimento come “SC pregressa” nello stato di bozza, della CTA Form comprensiva delle sole aree documentali “Core” ed “AC/CE”, anziché della migrazione della sperimentazione clinica nello stato “SC approvata” (autorizzazione AIFA e PU favorevole) seguita dal caricamento dell’”ES pregresso”.

Si eviterà in tal modo la cancellazione di tutti i documenti relativi all’area documentale “Centro Specifica” ed il ricaricamento degli stessi in ordine cronologico.

Dal punto di vista operativo, è necessario:

  1. • Richiedere all’helpdesk la migrazione dello studio presente nella precedente piattaforma ossc. Poiché al momento rimangono migrabili esclusivamente le procedure chiuse (cioè quelle per cui risultano rilasciate le valutazioni del CEC e dell’aifa e/o del CE interessato in caso di ES centro specifici) nella richiesta di migrazione è necessario specificare che è rispettata tale condizione;
  2. • A seguito di conferma di migrazione avvenuta, accedere al nuovo sistema nella sezione “Elenco Sperimentazioni Cliniche”, quindi identificare lo studio in oggetto e, tramite l’azione “Modifica SC”, verificare le informazioni dell’appendice 5, storicizzare la documentazione presente nell’area documentale “Core” ed “AC/CE” e caricare la documentazione centro specifica;
  3. • Compilare il modulo di autocertificazione indicando la data dell’autorizzazione iniziale di AIFA e del PU rilasciato dal CEC in merito alla sottomissione iniziale.
    Per quanto concerne il punto b), si dettaglia quanto segue.

È necessario accedere al Menu della Home Page dell’OsSC, sezione “Elenco Sperimentazioni Cliniche”,

e dopo aver identificato lo studio, selezionare l’azione “Modifica SC” e procedere alla verifica delle sezioni dell’Appendice 5.

Per quanto riguarda l’Area Documentale sono presenti, perché migrati dal vecchio OsSC, tutti i documenti sottomessi nel precedente sistema (i documenti iniziali e i successivi aggiornamenti) relativi alla sezione “Core” ed “AC/CE” ed è pertanto necessario procedere alla pulizia documentale (storicizzazione) come indicato nel paragrafo 2b) del comunicato del 06 agosto 2018, a seguito della quale dovranno essere caricati documenti approvati in eventuali ES sottomessi in cartaceo.

Nell’area Documentale “Core” è necessario caricare a sistema tutti i pareri rilasciati dall’Autorità competente e dai Comitati Etici e le Appendici 9 relative agli eventuali ES.

Tali documenti dovranno essere inseriti in un file .zip, preferibilmente suddiviso per singola procedura (nel caso in cui il file .zip fosse più pesante dei 50 Mega consentiti dall’attuale piattaforma si dovrà suddividere il tutto in più .zip di dimensione inferiore ai 50M), e quindi caricati a sistema nell’Area del Documento “Informazioni Generali”, Tipo del Documento “Altro, specificare”.

Nella “Descrizione Aggiuntiva” dovrà essere indicato: “Pareri Autorità Competente e Comitati Etici/Appendici 9”

La sezione “Centro Specifica”, che risulterà vuota, dovrà essere popolata come descritto in seguito:

  • caricare a sistema tutti i documenti in vigore relativi ai singoli CE (relativi all’eventuale ultimo emendamento sottomesso e approvato);
  • caricare a sistema per ogni singolo CE (nell’Area del Documento “Informazioni Generali”, Tipo del Documento “Lettera di trasmissione CE” con Descrizione Aggiuntiva “Documenti pregressi CE xxxxx”) la cartella formato .zip contenente lo storico di tutti i documenti approvati dallo specifico CE suddivisa in sottocartelle relative agli eventuali ES. Nel caso in cui il file .zip fosse più pesante dei 50 Mega consentiti dall’attuale piattaforma si dovrà suddividere il tutto in più .zip di dimensione inferiore ai 50M.

Prima di inviare a sistema la CTA aggiornata, il Richiedente dovrà compilare un modulo di autocertificazione. Nel modulo è richiesto di autocertificare che quanto inserito (CTA form e documentazione tecnica a supporto) corrisponde allo stato attuale della sperimentazione.

Essendo il modulo di autocertificazione relativo alla sperimentazione clinica, le date di autorizzazione e di parere del CEC sono quelle relative alla sperimentazione iniziale in accordo alla procedura di caricamento della “SC pregressa”.

Attualmente, a meno di eventuali eccezioni, la migrazione avviene nella notte tra il martedì e mercoledì e riguarda le sperimentazioni per cui è stata fatta apposita richiesta entro il venerdì della settimana precedente.

E’ accettata in via eccezionale la trasmissione in accordo alla modalità transitoria cartacea degli emendamenti sostanziali e delle sperimentazioni cliniche, la cui sottomissione è improcrastinabile, a giudizio del Richiedente, e impedita da malfunzionamenti tecnici del sistema bloccanti non risolti entro 3 giorni lavorativi e/o vincoli del sistema.

Fonte : Comunicato AIFA 02/10/2018

Sai cosa è un Errore terapeutico?

Sai cosa è un Errore terapeutico?

Sai cosa è un Errore terapeutico?

Un errore terapeutico è un errore non intenzionale durante una terapia farmacologica che porta o ha il potenziale di provocare danni al paziente.

L’errore terapeutico non si riferisce alla mancanza di efficacia del farmaco, ma ad errori guasti umani o di processo.

Gli errori nella prescrizione, distribuzione, conservazione, preparazione e somministrazione di un medicinale

Gli errori terapeutici sono la causa più comune evitabile di eventi avversi indesiderati nella pratica dei farmaci e rappresentano un grave onere per la salute pubblica.

La legislazione dell’Unione Europea (UE) richiede che le informazioni sugli errori terapeutici vengano raccolte e comunicate attraverso i sistemi nazionali di farmacovigilanza.

Inoltre, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) svolge un ruolo di coordinamento e ha pubblicato una serie di orientamenti sulle buone pratiche.

Gli errori associati all’uso di medicinali rappresentano un grave onere per la salute pubblica e possono verificarsi quando i pazienti ricevono servizi sanitari per la prevenzione, la diagnosi, la cura o la riabilitazione.

È stato stimato che dal 18,7 al 56% di tutti gli eventi avversi che si verificano tra i pazienti ospedalizzati derivano da errori terapeutici, tutto questo potrebbero essere prevenutii.

Bisogna quindi indagare, analizzare e correggere tutti i fattori che contribuiscono e le conseguenze cliniche dell’errore  affinche l’errore si ripeta.

Fonte: EMA